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Agriturismo Apollo

Ci si arriva da una stradina panoramica che collega Seminò con Albareto, due frazioni di Ziano Piacentino, uno dei borghi più vitati d’Italia proprio nel cuore della Val Tidone fra dolci colline e antichi castelli. L’agriturismo Apollo ha un nome in assonanza con la località Pollo dove è ubicato.

Le vecchie stalle ottocentesche finemente ristrutturate, valorizzando un colonnato vagamente classicheggiante, ospitano il ristorante, dove il vero dominus è l’energica e adorabile Signora Maura, che si occupa della gestione e della cucina.

Agriturismo Apollo

Agriturismo Apollo

Dopo una solida formazione umanistica presso le orsoline di Piacenza ed una esperienza professionale nel campo della logistica, Maura ha deciso di cambiare vita coadiuvando la famiglia Scarani nella conduzione dell’Agriturismo Apollo.

Oltre all’interno scenografico è possibile mangiare, nella stagione estiva, anche sotto il bellissimo porticato esterno, ed il paesaggio circostante è veramente notevole. Grande e molto adatto per famiglie con bambini anche l’antistante prato verde dove i piccoli possono correre e giocare.

Le specialità della casa sono i classici della cucina piacentina, come i tortelli con la coda burro e salvia ed i pisarei e fasò, con il sugo rigorosamente arricchito dalla cotenna. Il menù è comunque sempre molto ricco e per tutti ci sarà solo l’imbarazzo della scelta e tra i molti dolci, imperdibili sono la crema di zabaione e la sbrisolona.

I Pisarei serviti all'agriturismo Apollo

I Pisarei serviti all’agriturismo Apollo

Se l’agriturismo non è troppo affollato può capitare che la signora Maura faccia anche capolino tra i tavoli per condividere con i clienti la sua contagiosa simpatia, raccontando magari qualche aneddoto sulla sua vita o qualche storia sulle colline piacentine.

Se sei alla ricerca di quelle genuine atmosfere di campagna che solo in agriturismo si possono respirare, fatte di calda ospitalità e di profumi e di sapori autentici, allora l’agriturismo Apollo non ti deluderà.

Agriturismo Apollo
Loc. Pollo di Seminò
Ziano Piacentino (PC)
Tel. 0523 863332

 

 

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maggio 1, 2015 · 1:47 am

Blog Tour di primavera alla scoperta dei Colli Piacentini

Si è svolto nel fine settimana del 17, 18 e 19 aprile 2015 il piccolo blog Tour di primavera organizzato da Podere Casale per la promozione del territorio dei colli piacentini, alla scoperta di agriturismi, cantine, ristoranti, musei e castelli.

Hanno accettato l’invito e partecipato al Tour Claudia Boccini e Francesco Iaccio autori del blog La Bussola e il Diario di Roma e Giovy Malfiori e Gianluca Vecchi collaboratori di Vie del Gusto e autori del blog Emotion Recollected in tranquillity che sono arrivati da Carpi.

I blogger Gianluca, Giovy, Francesco e Claudia con Carla Asti titolare della Cantina Luretta

I bloggers Gianluca, Giovy, Francesco e Claudia con Carla Asti titolare della Cantina Luretta

Oltre all’Azienda Podere Casale promotrice del Tour, hanno aderito all’iniziativa proponendo le proprie prelibatezze enogastronomiche il ristorante Antica Trattoria del Tempio di Vicobarone, l’agriturismo Corte del Gallo di Rivergaro, l’agriturismo Apollo di Ziano Piacentino, l’azienda vitivinicola Luretta ed il ristorante al Contesse di Momeliano.

Hanno inoltre ospitato una parte del Tour anche il Castello di Rivalta ed il Collegio Alberoni di Piacenza permettendo di scoprire le meraviglie storiche, artistiche ed architettoniche che custodiscono da secoli e che oggi offrono al pubblico in visita.

Gli hashtag più utilizzati dai blogger durante il Tour sono stati #PodereCasale, #ColliPiacentini, #ValTidone, #ValLuretta e #ValTrebbia

Nei prossimi giorni verranno pubblicati i post, le foto e gli articoli che descrivono nei dettagli i luoghi visitati, le persone incontrate, le storie ascoltate, le ghiottonerie degustate e le bellezze viste durante questi tre giorni intensi e molto appaganti.

Si è trattato di un’esperienza davvero interessante e piacevole, sia per la simpatia e la professionalità di tutte le persone coinvolte nel progetto, sia per l’opportunità concreta di far conoscere il nostro territorio attraverso questa forma di marketing emozionale che pensiamo possa contribuire a rilanciare la provincia di Piacenza e le sue eccellenze sotto il profilo turistico ma non solo.

Speriamo di essere i precursori per le nostre terre di una buona pratica che in altre zone d’Italia e del mondo è ormai molto utilizzata, e che a Piacenza è solamente agli inizi” ha dichiarato Daniela Carugati, la titolare dell’agriturismo Podere Casale.

Noi auspichiamo che in futuro anche i molti enti pubblici della provincia prendano in seria considerazione questa forma di marketing dei contenuti sostenendo concretamente i privati che hanno già maturato la consapevolezza che la globalizzazione impone di fare rete per affrontare con successo le sfide del presente e soprattutto del prossimo futuro.

“Certamente a Podere Casale organizzeremo altri blog tour”, ci ha confermato Daniela, naturalmente in collaborazione con chi vorrà partecipare.

Di seguito gli articoli pubblicati dai blogger:

Podere Casale agriturismo sui colli piacentini

Piacenza tra salumi e storia

In giro per Colli Piacentini, tutto il gusto della Val Tidone e Luretta

Visitare la Val Tidone

 Agriturismo Apollo

La diga del Molato in Val Tidone

La ciambella con i pinoli di Podere Casale

Antica Trattoria del Tempio

Autunno al Castello di Rivalta

Dalla Val Tidone a Piacenza: 800 anni di storia in un giorno

La Corte del Gallo: agri-ristorante con maneggio

Sui colli piacentini il Castello di Rivalta

In gita alla cantina Luretta ed al ristorante Al Contesse

Sui Colli Piacentini in visita alla Cantina Luretta

Al Contesse ristorante sui Colli Piacentini

Visita al Collegio Alberoni di Piacenza

Val Tidone, autunno al Podere Casale

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aprile 20, 2015 · 1:21 pm

Autunno al Castello di Rivalta

Mancano un paio di settimane alla fine di ottobre 2014 e in una domenica nebbiosa e tipicamente autunnale decidiamo di andare in gita al borgo ed al Castello di Rivalta. La compagnia è ben assortita con moglie, figlia e amica della figlia al seguito, mancherebbe solo il fidatissimo Fido, ma non è ancora il tempo per animali domestici che verranno, se verranno, solo in futuro. In compenso come compagni di viaggio incontriamo la blogger Arianna e suo marito, anche loro in visita al borgo ed al castello.

Quando arriviamo a Rivalta siamo come al solito in ritardo, ma non troppo, e anche se un po’ di corsa riusciamo ad aggregarci alla visita guidata al Castello delle 15:20, appena in tempo.

La guida che ci accompagnerà è giovane, preparata e persino graziosa, il che non guasta, almeno per chi deve ascoltare, che quando chi spiega è di discreta presenza lo si ascolta più volentieri.

I primi passi sono attraverso il giardino settecentesco ed il parco secolare del castello. Le nebbie del mattino si sono diradate ed un tiepido sole autunnale illumina il nostro pomeriggio e avvolge il parco in un’atmosfera molto medioevale. Arriviamo all’ingresso del maniero e una scritta in latino, nel classico stile di quelle che si trovano sulle facciate delle chiese, ci dà il benvenuto: Svevo sanguine aleta

Ingresso al Castello di Rivalta

Ingresso al Castello di Rivalta

 

La guida la traduce gentilmente per noi: “Allietato dal sangue svevo” e poi ci spiega che l’iscrizione serve a ricordare un matrimonio del XIII secolo tra la famiglia Landi, proprietaria del castello, e la potente famiglia di Svevia. Prendiamo nota e proseguiamo.

Mentre ci addentriamo nel cortile gentilizio, ci spiegano che le prime tracce scritte del castello risalgono al 1025, e di come nel corso dei secoli sia stato più volte saccheggiato, distrutto e ricostruito sino all’attuale forma che possiamo far risalire ad alcuni importanti interventi della seconda metà del quattrocento e poi ancora ad ulteriori trasformazioni della seconda metà del settecento.

Il Cortile gentilizio

Il Cortile gentilizio

Ai giorni nostri il castello conta più di cinquanta stanze, alcune tuttora adibite a residenza privata del Conte Zanardi Landi, altre sono invece aperte al pubblico, si possono visitare ed ospitano alcune aree museali.

Il primo ambiente nel quale veniamo introdotti è il salone da ballo, detto anche della giustizia, lungo ben venticinque metri e con un grande camino in arenaria di epoca rinascimentale. Nel salone sono esposte armature di varie epoche, quadri, arazzi, un affresco, mobili del XVII secolo, un soffitto a cassettoni e persino un mosaico araldico sul pavimento.

Sala da Ballo Castello di Rivalta

Sala da Ballo Castello di Rivalta

 

L’ambiente successivo è la sala da pranzo, arredata e decorata con ceramiche e suppellettili della fine del XVIII secolo. Curioso il particolare del “passa vivande” scavato nel muro e che collega con la cucina, creato per impedire che i cuochi entrassero in contatto con i commensali.

Dalla sala da pranzo ci spostiamo alle cucine, riccamente fornite di una notevole collezione di formine in rame ed altri strumenti dei secoli passati utili alla dura vita quotidiana delle epoche passate. Tra i molti ci ha impressionato lo “scalda piedi da viaggio”. Si tratta di una scatola di ferro che veniva riempita con braci ardenti e caricata sulle carrozze. Un’apposita leva consentiva di regolare l’apertura circolare dalla quale lasciar fuoriuscire il calore e poter così riscaldare i piedi e le gambe dei viaggiatori.

Mentre siamo nelle cucine, la guida ci racconta anche la storia del cuoco Giuseppe, assassinato dal maggiordomo geloso del quale aveva insidiato la moglie. Per saperne di più sulla storia del suo fantasma vi rimandiamo a questo articolo sui fantasmi nei castelli piacentini.

Dalle cucine veniamo portati alle cantine ed alle prigioni, passando dal pozzo dove fu ritrovato il cadavere impiccato del cuoco. Nella grande cantina lunga ben trenta metri è conservato un grosso torchio per la pigiatura del vino, mentre le prigioni, utilizzate sino a tutto il XVI secolo sono veramente buie, umide, ed anguste.

Le prigioni del Castello di Rivalta

Le prigioni del Castello di Rivalta

Attraverso uno scenografico scalone settecentesco iniziamo l’ascesa ai livelli superiori del castello e passiamo a visitare alcune delle stanze, come la camera da letto verde con arredi del XVII secolo oppure la camera da letto rossa con arredi del XVI secolo.

Queste camere emozionano per la bellezza delle suppellettili e le atmosfere del passato che inevitabilmente riescono ad evocare.

Nei sottotetti del maniero sono stati ricavati ben tre piccoli musei.

 

La sala delle armi è riccamente fornita di spade, elmi, fucili, sciabole, cannoni, plastici e modellini delle navi coinvolte nella fatidica battaglia navale di Lepanto del 7 ottobre 1571 tra le flotte musulmane dell’Impero ottomano e quelle cristiane della Lega Santa, che riuniva le forze navali della Repubblica di Venezia, della Spagna, dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia e del Granducato di Toscana.  Nel museo sono esposte anche tre bandiere originali con gli stemmi degli Scotti da Sarmato, utilizzate durante la battaglia su alcune navi cristiane.

Museo delle divise militari al Castello di Rivalta

Museo delle divise militari al Castello di Rivalta

Di particolare pregio e grande interesse il museo delle divise militari con oltre novanta divise originali esposte, dal periodo degli stati preunitari sino alla seconda guerra mondiale, tutte appartenute a membri della famiglia Zanardi Landi o altri collezionisti privati.

Molto emozionante anche il museo di arte sacra dove sono esposti arredi, statue, dipinti, paramenti sacri e reliquie. Tra le molte opere esposte ci hanno colpito un Cristo bronzeo del Mochi, lo stesso artista che ha fuso le statue bronzee di piazza Cavalli a Piacenza, ed il campanello bronzeo di Papa Sisto V. In una teca sono esposti anche oggetti provenienti dal Mato Grosso in Brasile, raccolti dall’esploratore piacentino il Conte Stradelli.

Tra questi ultimi reperti ci ha impressionato una grossa tarantola imbalsamata.

Il Torresino

Il Torresino

La parte della visita più impegnativa è stata senza dubbio la salita sulla torre circolare del XV secolo, opera dell’architetto Solari progettista anche del Cremlino di Mosca. E’ stato emozionante non già e non tanto per via dei molti gradini da percorrere, quanto piuttosto per le sensazioni che abbiamo provato arrivati in cima. Oltre alla vista su tutto il territorio circostante, a rendere unica la torre è senza dubbio ciò che si può ancora vedere del crudele “pozzo del taglio” attraverso il quale i condannati a morte venivano lanciati, sino a sfracellarsi su di un letto di lame posto sul fondo. Il pozzo attraversa la torre in tutta la sua altezza, non meno di sessanta metri, ed è visibile, anche perché la scala che sale verso l’alto lo costeggia. Soltanto la camera ubicata nel basamento è stata chiusa al pubblico e quindi il letto con le lame possiamo solo immaginarlo.

Pozzo del Taglio nel  Castello di Rivalta

Pozzo del Taglio nel Castello di Rivalta

Prima di lasciare il castello, siamo stati accompagnati nell’ultimo ambiente, la sala da biliardo: finemente affrescata e con esposte numerose foto di famiglia in compagnia di molte personalità della politica e dello spettacolo sia italiane che straniere in visita al castello.

Visitare il castello di Rivalta è stato piacevole e il prezzo del biglietto certamente ben speso.

 

 

 

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ottobre 29, 2014 · 10:18 am

Agriturismo Cergallina

Agriturismo CergallinaCergallina è una vecchia fattoria nella zona di Vernasca, ai piedi dell’Appenino Tosco-Emiliano, recentemente ristrutturata e trasformata in agriturismo.

Il territorio che ospita la fattoria è quello dolce e dal clima mite tipico della zona, bello in primavera con le colline fiorite, in autunno con i suoi colori romantici, ma anche durante gli inverni e le estati, mai troppo rigidi o afosi.

La struttura offre tranquillità, buona cucina e buon vino e l’ottima compagnia dei proprietari, che accolgono gli ospiti con cura e gentilezza.

L’ospitalità

La “vecchia casa” dedicata all’ospitalità offre camere da letto completamente accessoriate, una cucina calda e accogliente e un salotto per rilassarsi.

Altre camere – quindici in tutto – sono invece disposte nel cortile e vicino al laghetto, con vista sulla Valle di Boria e sui cortili con gli animali.

Completa la struttura un’ampia piscina con uno spazio per il solarium.

La cucina: i piatti della tradizione

La cucina, ricca e saporita, offre i piatti della tradizione: i ganassini stracotti, il cappone ripieno, i tortelli di ricotta erbette, la pasta e fagioli.

I pasti sono serviti in un ristorante ampio e suggestivo, ricavato dal vecchio fienile, o in terrazza nei mesi più caldi.

La fattoria: anatre, asinelli e cavalli

Gli animali vivono a Cergallina in libertà assoluta: gli ospiti potranno trovare oche e anatre intorno allo stagno, galline e conigli nell’aia, cavalli in scuderia e asinelli e mucche nelle stalle.

Le escursioni: percorsi, castelli e città termali

La zona intorno a Cergallina è perfetta per le escursioni in mountain bike e a cavallo, entrambi messi a disposizione dalla struttura. Si può andare alla scoperta delle tante bellezze naturalistiche o di attrazioni culturali quali Castell’Arquato e il borgo di Vigoleno.

Non distante dall’agriturismo si trova inoltre la nota cittadina termale di Salsomaggiore, ricca di cose da vedere e da fare.

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settembre 18, 2014 · 7:07 pm

Agriturismo Boschi Celati

Boschi Celati è un agriturismo rustico e accogliente, con un ampio ristorante. È situato nella splendida campagna piacentina, a pochi minuti dal capoluogo e a poca distanza dalle rive del Po.boschi celati

L’ospitalità: una struttura a gestione familiare

La vecchia cascina che forma la struttura offre camere singole, camere doppie e piccoli appartamenti dotati di tutti i comfort.

Tutto intorno ci sono filari di pioppi, cortili, aie e prati. Boschi Celati è insomma un posto perfetto per riposarsi, passeggiare e trascorrere qualche giorno in assoluta tranquillità.

La gestione è a cura dei proprietari, che danno a tutti i servizi quel tocco in più che permette agli ospiti di sentirsi un po’ come a casa propria.

La cucina di Boschi Celati

La cucina di Boschi Celati è a disposizione sia degli ospiti dell’agriturismo sia degli avventori esterni, che possono prenotare la struttura anche per banchetti, cerimonie, matrimoni e altri eventi.

I menù sono ricchi e completi. Tra gli antipasti troviamo i salumi tipici del territorio piacentino, le sfoglie e i taglieri di formaggi.

Tra i primi piatti invece, tutti preparati rigorosamente con la pasta fatta in casa, ci sono i tortelli piacentini al burro e salvia, i celebri pisarei e fasò, gli anolini in brodo di carne, i ravioli di rapa rossa, i tortelli di zucca e le pappardelle di castagne.

Per secondo, si può scegliere invece tra brasati, tagliate, arrosti, filetti e grigliate.

E per finire, i dolci: semifreddi, sfogliatine, torte e crostate appena sfornate.

Una particolarità molto apprezzata dagli ospiti è lo spazio giochi interno al ristorante, che permette ai genitori di mangiare in tranquillità mentre i bimbi giocano.

I dintorni: borghi, castelli e il fiume Po

Nei dintorni dell’agriturismo è possibile visitare i castelli e i borghi che tanto caratterizzano la campagna piacentina e una delle golene del fiume Po.

 

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agosto 16, 2014 · 9:13 am

Agriturismo Casa del Riglio

paesaggio piacentino

 

Casa del Riglio è un agriturismo ricavato in una splendida villa cinquecentesca nei pressi di Paderna di Pontenure, una cittadina a 10 chilometri da Piacenza.

L’ambiente è molto suggestivo, elegante e accogliente al tempo stesso, grazie alla bellezza della struttura e alla passione per l’ospitalità dei proprietari.

La storia della villa

La villa faceva parte degli estesi possedimenti della famiglia dei conti Marazzani Landi, poi Marazzani Visconti, insieme ai vicini castelli di Paderna e di Montanaro.

I beni rimasero di proprietà della famiglia fino all’inizio del Novecento, finché Maria Dolores Marazzani Visconti – la nonna dell’attuale proprietaria che gestisce personalmente l’agriturismo – decise di lasciarli in eredità alla famiglia del marito.

Nel corso dei secoli la villa ha subito varie trasformazioni, che però non hanno mai intaccato in modo sostanziale le caratteristiche storico-architettoniche del fabbricato.

Sul retro della villa c’è una loggia, vero “luogo di delizia” e raccordo tra la struttura e il magnifico giardino, mentre al primo piano gli ospiti troveranno il salone d’onore con un grande camino e l’antica libreria.

L’ospitalità: calore e raffinatezza

Dal salone si accede alle stanze: otto camere e due suite, di cui una con angolo cottura, tutte spaziose, luminose ed arredate con grande cura. Alcune stanze conservano splendidi soffitti di legno a cassettoni.

L’agriturismo offre anche un ristorante, riservato agli ospiti della villa ed aperto all’esterno solo su prenotazione, con una cucina ricca ma al tempo stesso semplice e autentica.

Cosa fare nella zona

Nei dintorni di Casa del Riglio ci sono tante cose da fare e da vedere.

Oltre alla magnifica e antichissima città di Piacenza, il territorio offre infatti i siti archeologici di epoca romana, le cittadine e i borghi medievali, le abbazie, i percorsi della via Francigena, le escursioni sull’Appennino, le cantine e gli itinerari del vino, il Po con le sue attività fluviali e i tanti, bellissimi, castelli ducali.

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luglio 10, 2014 · 3:57 pm

Agriturismo Cascina Bosco Gerolo

bosco geroloLa Cascina Bosco Gerolo è un agriturismo nel cuore della Val Trebbia, con tanto di trattoria, azienda agricola e fattoria didattica.

La struttura mette a disposizione degli ospiti dieci camere da letto dall’arredamento semplice ma curato e funzionale, con bagno in camera, TV, aria condizionata e collegamento Wi-Fi gratuito.

Le attività e la fattoria didattica

L’agriturismo è particolarmente adatto alle famiglie coi bambini, grazie agli spazi sicuri, alla fattoria didattica e ai tanti giochi a disposizione.

La cascina ha infatti un bellissimo parco, con area giochi attrezzata per i più piccoli, un laghetto, una piccola scuderia, una piscina con solarium, un campo da beach volley e un campo da calcetto.

Inoltre, la strutture organizza dei veri e propri percorsi didattici per permettere ai bambini di avvicinarsi alla natura, ai suoi abitanti e ai suoi prodotti, ad esempio imparando a preparare il pane, facendo amicizia con gli animali e scoprendo le tante erbe aromatiche.

Il caseificio e la cucina

Ogni notte a Bosco Gerolo viene munto il latte e la mattina presto viene lavorato: gli ospiti potranno quindi assaggiare latte, yogurt, formaggi e latticini vari, freschissimi e pieni di sapore.

La struttura ha anche un ristorantino interno, che predilige una cucina semplice e genuina e utilizza i prodotti dell’azienda agricola per preparare i piatti tipici del piacentino, come i ravioli di bacio di latte e ortiche, i tortelli di ricotta e zucca e i pisarei e fasò.

Nel forno a legna poi viene preparata “l’agripizza”, con la mozzarella della fattoria e i prodotti della zona.

I dintorni

I luoghi da visitare nei dintorni della struttura sono tanti. La Val Trebbia innanzitutto, che è di per se molto suggestiva. La valle – attraversata dalla Via Francigena, che sfruttandone i tanti valichi porta dalla Pianura padana alla Toscana – fu molto apprezzata anche dallo scrittore Ernest Hemingway.

Per chi ama borghi e castelli, ci sono poi Grazzano Visconti, un borgo neomedioevale molto particolare, l’antichissimo Castello di Rivalta e Castell’Arquato, un piccolo gioiello segnalato dal Touring Club come uno dei borghi più belli d’Italia.

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giugno 19, 2014 · 5:00 pm