Autunno al Castello di Rivalta

Mancano un paio di settimane alla fine di ottobre 2014 e in una domenica nebbiosa e tipicamente autunnale decidiamo di andare in gita al borgo ed al Castello di Rivalta. La compagnia è ben assortita con moglie, figlia e amica della figlia al seguito, mancherebbe solo il fidatissimo Fido, ma non è ancora il tempo per animali domestici che verranno, se verranno, solo in futuro. In compenso come compagni di viaggio incontriamo la blogger Arianna e suo marito, anche loro in visita al borgo ed al castello.

Quando arriviamo a Rivalta siamo come al solito in ritardo, ma non troppo, e anche se un po’ di corsa riusciamo ad aggregarci alla visita guidata al Castello delle 15:20, appena in tempo.

La guida che ci accompagnerà è giovane, preparata e persino graziosa, il che non guasta, almeno per chi deve ascoltare, che quando chi spiega è di discreta presenza lo si ascolta più volentieri.

I primi passi sono attraverso il giardino settecentesco ed il parco secolare del castello. Le nebbie del mattino si sono diradate ed un tiepido sole autunnale illumina il nostro pomeriggio e avvolge il parco in un’atmosfera molto medioevale. Arriviamo all’ingresso del maniero e una scritta in latino, nel classico stile di quelle che si trovano sulle facciate delle chiese, ci dà il benvenuto: Svevo sanguine aleta

Ingresso al Castello di Rivalta

Ingresso al Castello di Rivalta

 

La guida la traduce gentilmente per noi: “Allietato dal sangue svevo” e poi ci spiega che l’iscrizione serve a ricordare un matrimonio del XIII secolo tra la famiglia Landi, proprietaria del castello, e la potente famiglia di Svevia. Prendiamo nota e proseguiamo.

Mentre ci addentriamo nel cortile gentilizio, ci spiegano che le prime tracce scritte del castello risalgono al 1025, e di come nel corso dei secoli sia stato più volte saccheggiato, distrutto e ricostruito sino all’attuale forma che possiamo far risalire ad alcuni importanti interventi della seconda metà del quattrocento e poi ancora ad ulteriori trasformazioni della seconda metà del settecento.

Il Cortile gentilizio

Il Cortile gentilizio

Ai giorni nostri il castello conta più di cinquanta stanze, alcune tuttora adibite a residenza privata del Conte Zanardi Landi, altre sono invece aperte al pubblico, si possono visitare ed ospitano alcune aree museali.

Il primo ambiente nel quale veniamo introdotti è il salone da ballo, detto anche della giustizia, lungo ben venticinque metri e con un grande camino in arenaria di epoca rinascimentale. Nel salone sono esposte armature di varie epoche, quadri, arazzi, un affresco, mobili del XVII secolo, un soffitto a cassettoni e persino un mosaico araldico sul pavimento.

Sala da Ballo Castello di Rivalta

Sala da Ballo Castello di Rivalta

 

L’ambiente successivo è la sala da pranzo, arredata e decorata con ceramiche e suppellettili della fine del XVIII secolo. Curioso il particolare del “passa vivande” scavato nel muro e che collega con la cucina, creato per impedire che i cuochi entrassero in contatto con i commensali.

Dalla sala da pranzo ci spostiamo alle cucine, riccamente fornite di una notevole collezione di formine in rame ed altri strumenti dei secoli passati utili alla dura vita quotidiana delle epoche passate. Tra i molti ci ha impressionato lo “scalda piedi da viaggio”. Si tratta di una scatola di ferro che veniva riempita con braci ardenti e caricata sulle carrozze. Un’apposita leva consentiva di regolare l’apertura circolare dalla quale lasciar fuoriuscire il calore e poter così riscaldare i piedi e le gambe dei viaggiatori.

Mentre siamo nelle cucine, la guida ci racconta anche la storia del cuoco Giuseppe, assassinato dal maggiordomo geloso del quale aveva insidiato la moglie. Per saperne di più sulla storia del suo fantasma vi rimandiamo a questo articolo sui fantasmi nei castelli piacentini.

Dalle cucine veniamo portati alle cantine ed alle prigioni, passando dal pozzo dove fu ritrovato il cadavere impiccato del cuoco. Nella grande cantina lunga ben trenta metri è conservato un grosso torchio per la pigiatura del vino, mentre le prigioni, utilizzate sino a tutto il XVI secolo sono veramente buie, umide, ed anguste.

Le prigioni del Castello di Rivalta

Le prigioni del Castello di Rivalta

Attraverso uno scenografico scalone settecentesco iniziamo l’ascesa ai livelli superiori del castello e passiamo a visitare alcune delle stanze, come la camera da letto verde con arredi del XVII secolo oppure la camera da letto rossa con arredi del XVI secolo.

Queste camere emozionano per la bellezza delle suppellettili e le atmosfere del passato che inevitabilmente riescono ad evocare.

Nei sottotetti del maniero sono stati ricavati ben tre piccoli musei.

 

La sala delle armi è riccamente fornita di spade, elmi, fucili, sciabole, cannoni, plastici e modellini delle navi coinvolte nella fatidica battaglia navale di Lepanto del 7 ottobre 1571 tra le flotte musulmane dell’Impero ottomano e quelle cristiane della Lega Santa, che riuniva le forze navali della Repubblica di Venezia, della Spagna, dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia e del Granducato di Toscana.  Nel museo sono esposte anche tre bandiere originali con gli stemmi degli Scotti da Sarmato, utilizzate durante la battaglia su alcune navi cristiane.

Museo delle divise militari al Castello di Rivalta

Museo delle divise militari al Castello di Rivalta

Di particolare pregio e grande interesse il museo delle divise militari con oltre novanta divise originali esposte, dal periodo degli stati preunitari sino alla seconda guerra mondiale, tutte appartenute a membri della famiglia Zanardi Landi o altri collezionisti privati.

Molto emozionante anche il museo di arte sacra dove sono esposti arredi, statue, dipinti, paramenti sacri e reliquie. Tra le molte opere esposte ci hanno colpito un Cristo bronzeo del Mochi, lo stesso artista che ha fuso le statue bronzee di piazza Cavalli a Piacenza, ed il campanello bronzeo di Papa Sisto V. In una teca sono esposti anche oggetti provenienti dal Mato Grosso in Brasile, raccolti dall’esploratore piacentino il Conte Stradelli.

Tra questi ultimi reperti ci ha impressionato una grossa tarantola imbalsamata.

Il Torresino

Il Torresino

La parte della visita più impegnativa è stata senza dubbio la salita sulla torre circolare del XV secolo, opera dell’architetto Solari progettista anche del Cremlino di Mosca. E’ stato emozionante non già e non tanto per via dei molti gradini da percorrere, quanto piuttosto per le sensazioni che abbiamo provato arrivati in cima. Oltre alla vista su tutto il territorio circostante, a rendere unica la torre è senza dubbio ciò che si può ancora vedere del crudele “pozzo del taglio” attraverso il quale i condannati a morte venivano lanciati, sino a sfracellarsi su di un letto di lame posto sul fondo. Il pozzo attraversa la torre in tutta la sua altezza, non meno di sessanta metri, ed è visibile, anche perché la scala che sale verso l’alto lo costeggia. Soltanto la camera ubicata nel basamento è stata chiusa al pubblico e quindi il letto con le lame possiamo solo immaginarlo.

Pozzo del Taglio nel  Castello di Rivalta

Pozzo del Taglio nel Castello di Rivalta

Prima di lasciare il castello, siamo stati accompagnati nell’ultimo ambiente, la sala da biliardo: finemente affrescata e con esposte numerose foto di famiglia in compagnia di molte personalità della politica e dello spettacolo sia italiane che straniere in visita al castello.

Visitare il castello di Rivalta è stato piacevole e il prezzo del biglietto certamente ben speso.

 

 

 

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ottobre 29, 2014 · 10:18 am

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